La Via dei Sapori

La Via dei Sapori

La Via dei Sapori condurrà alla scoperta della cultura enogastronomica e delle tradizioni più ancestrali della Campagna romana. Si parte proprio dalle eccellenze del territorio, immergendosi nella realtà di aziende produttive locali che caratterizzano queste terre, per offrire un’esperienza che coinvolgerà tutti i sensi. A questo percorso si aggiungono visite guidate nei siti della cultura e della storia artistica e monumentale locale: palazzi, castelli, ville, chiese, musei e parchi archeologici. Ad essere ripercorsi sono poi i luoghi che hanno fatto da cornice al cinema italiano.

Arricchiscono l’offerta visite in aziende agricole e vinicole, momenti formativi e workshop di cucina e di teatro. La programmazione viene accompagnata da esperienze di degustazioni alla scoperta dei prodotti della tradizione enogastronomica locale e, per finire, da proiezioni cinematografiche.

Zagarolo

Storia

Il Tordo Matto è uno dei piatti della tradizione Zagarolese più apprezzati, risalente al 1500. Si tratta di un involtino di carne equina con all’interno un battuto di grasso di prosciutto, aglio, prezzemolo, coriandolo, sale ed altre spezie locali. Il Tordo Matto è spesso cucinato in campagna in occasioni conviviali alla brace oppure al tegame. Nel mese di giugno c’è una Sagra ad esso dedicata nella quale si può certamente degustare con il vino locale. Infatti Zagarolo è anche un’area tradizionalmente legata alla produzione del vino.

Accanto ai filari delle vigne di Zagarolo si trovano le tracce di un’antica coltura tramandata da secoli, la Sarzafina, una radice carnosa dalle foglie lunghe e sottili, protagonista invernale dei piatti Zagarolesi.

Lo sapevi che?

Zagarolo sorge lungo le pendici di quello che era il Grande Vulcano Laziale. Le sue campagne erano anticamente caratterizzate da estesi vigneti a bacca bianca, quali Malvasia del Lazio e Trebbiano Giallo, e da grotte scavate a mano nel tufo cappellaccio (roccia di origine vulcanica), dove i contadini conservavano il proprio vino ad una temperatura naturale e costante.

Palestrina

Storia

Dal 2014 Presidio Slow Food, il Giglietto, famoso biscotto secco a forma di giglio, viene prodotto nella città di Palestrina e di Castel San Pietro Romano. Esso racconta la storia dell’antica famiglia Barberini che dominò Palestrina dal 1630. La forma del giglio, che ricalca lo stemma araldico della Corona francese, ricorda infatti il soggiorno dei Barberini in Francia.

Durante le festività natalizie non perdete il Pampepato, un prodotto della tradizione dolciaria fatto di miele, farina e frutta secca.

Lo sapevi che?

Nella frazione di Carchitti, nota anche per la produzione di nocciole, ogni primavera, a maggio, la Sagra delle Fragola offre la degustazione di questi freschi e succulenti frutti.

Castel San Pietro Romano

Storia

 

La tradizione culinaria di Castel San Pietro Romano rispecchia quella dell’agro romano e della vicina Palestrina. Facile trovare accanto alla pasta alla carbonara anche gli gnocchetti a coda de soreca, pasta fresca fatta di sola acqua e farina a forma di coda di topo, o l’acqua cotta. Questi sono tutti piatti derivati dal carattere rurale della zona e della cucina povera di un tempo così ricca di sapori.

Lo sapevi che?

Nessun piatto può definirsi completo senza almeno un giro di olio al crudo extra vergine di oliva, che si produce nel territorio dei Monti Prenestini.

Cave

Storia

Famosa è la produzione della Castagna di Cave, oltre a quella di di noci e nocciole che danno vita a dolci come il pampepato, ricco anche di frutta secca e la serpetta, un biscotto fatto con i rossi d’uovo e zucchero.

L’ultimo fine settimana di ottobre il borgo vecchio ospita la Sagra delle castagne durante la quale è possibile degustare i piatti della cucina locale, come lo gnocco a sassetto.

Lo sapevi che?

Sin dai tempi della guerra un piatto povero, ma ricco di gusto, era la pizza de pulente co’ broccoletti e zazzicchie, cotta alla brace.

Tivoli

Storia

Tra le pietanze tipiche di Tivoli, accanto all’uva da tavola pizzutello, al pangiallo, alla scafata e alla pizza cresciuta, trovano posto i ghiozzi: una tipologia di pasta molto amata ed apprezzata e che, una volta all’anno, viene celebrata con una sagra. Simile ai vermicelli, questo tipo di pasta è particolarmente adatta ad assorbire e raccogliere sughi e condimenti del piatto.

Lo sapevi che?

I ghiozzi nascono a Tivoli Terme, frazione distaccata della Tivoli storica, nata intorno alle sorgenti di acque albule che alimentano una fiorente attività termale. Da qualche anno si tiene una sagra ad essi dedicata: una kermesse gastronomica che riempie di colore la borgata tiburtina.

 

Olevano Romano

Storia

In tutto il territorio dei Monti Prenestini sono oggi fiorenti le colture di uva. In particolare troviamo la Strada del vino Cesanese, che si estende partendo da Olevano, passando per Piglio, fino ad Affile. Il Cesanese è un vitigno a bacca rossa che risale all’epoca romana. Anticamente veniva vinificato dolce e negli anni ‘60, con la nascita della cantina sociale, si fece largo un importante processo di valorizzazione di questo vitigno. Il Cesanese fu una delle prime DOC del Lazio, e i protagonisti di questo percorso iniziarono a vinificarlo secco, incontrando però non poche resistenze da parte del mercato romano.

 

Lo sapevi che?

Si dice che negli anni 60, prima della costituzione della cantina sociale, esistevano degli intermediari spregiudicati che venivano da Roma, i sensali, che cercavano vino a basso costo, per rivenderlo alle osterie della Capitale.

Valmontone

Storia

Nella cucina di Valmontone a farla da padrone sono soprattutto i primi piatti: gli gnocchi di tritello, le ciammaruche, gli gnocchi di patate e gli gnocchi a co’ de sorica sono tra i piatti tipici. Proseguendo con il dessert troviamo le ciammelle scottate e i biscotti con il miele.

Lo sapevi che?

A Valmontone alcuni giovani si stanno addentrando nella produzione di birra artigianale.