IL MITO DI ERCOLE IN SCENA TRA PALESTRINA E GABII
Il 26 e 27 settembre il Santuario della Fortuna Primigenia e il Parco archeologico di Gabii hanno ospitato “ERACLEIDE. Il mito di Ercole dalla Transumanza ai Giochi Olimpici”
Palestrina e Gabii, 27 settembre 2026 – Il patrimonio archeologico del Lazio è diventato luogo di incontro tra storia, mito e spettacolo in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (GEP) 2026, la manifestazione promossa dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Musei, che ogni anno coinvolge musei, parchi archeologici e luoghi della cultura attraverso aperture straordinarie e iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio.
Nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre, il Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina e il Parco archeologico di Gabii hanno ospitato “ERACLEIDE. Il mito di Ercole dalla Transumanza ai Giochi Olimpici”, spettacolo teatrale dal vivo prodotto da C.A.M.I. 2020 – Centro Artistico Multimediale Internazionale.
L’iniziativa ha trovato una particolare sintonia con il tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, grazie alla scelta di mettere in dialogo il patrimonio archeologico e lo spettacolo dal vivo.
La presenza di ERACLEIDE all’interno delle Giornate Europee del Patrimonio non è stata infatti casuale. La figura di Eracle, attraverso il suo percorso fatto di prove, resistenza, trasformazione e cambiamento, si è rivelata particolarmente pertinente ai temi che hanno ispirato l’edizione 2026. Non è un caso che anche Ovidio, nelle Metamorfosi, abbia inserito la figura di Ercole, consegnandola a una narrazione in cui il mito diventa racconto di trasformazioni, passaggi e cambiamenti.
In questo senso, il mito di Eracle ha offerto una chiave di lettura capace di mettere in relazione la memoria del passato con la possibilità di rinnovare e reinventare il presente, entrando in dialogo con il tema delle GEP attraverso il linguaggio del teatro.
Fondamentale in questo percorso è stato il sostegno della Dott.ssa Martina Almonte, alla guida dell’Istituto autonomo Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii, che ha accolto l’iniziativa e ne ha favorito l’inserimento nel programma delle GEP, contribuendo a creare le condizioni per un rinnovato dialogo tra l’uomo, la memoria e il territorio.
Importante è stata anche la collaborazione del personale dell’Istituto, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta dei siti attraverso una visita guidata prima dell’inizio dello spettacolo. Un momento di approfondimento che ha permesso agli spettatori di conoscere più da vicino il
patrimonio archeologico di Palestrina e Gabii, entrando in relazione con i luoghi che, subito dopo, hanno fatto da scenario alla rappresentazione teatrale.
“ERACLEIDE” ha proposto un percorso attraverso il mito di Ercole, figura universale della cultura mediterranea, mettendolo in relazione con la transumanza, la nascita dei Giochi Olimpici e le identità dei territori attraversati dagli antichi cammini pastorali.
La scelta del Santuario della Fortuna Primigenia e del Parco archeologico di Gabii ha consentito di portare il racconto teatrale all’interno di due luoghi di grande rilevanza archeologica, creando un rapporto diretto tra la narrazione e gli spazi che l’hanno accolta.
Lo spettacolo è stato diretto da Igor Geat, direttore artistico e ideatore del progetto, con una drammaturgia condivisa con Marco Colli.
“ERACLEIDE” è un progetto di C.A.M.I. 2020 – Centro Artistico Multimediale Internazionale, realizzato nell’ambito del programma Interventi per lo Spettacolo dal Vivo, con il contributo della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e della Famiglia, Servizio Civile.
Le due rappresentazioni hanno così arricchito il programma delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, offrendo al pubblico una modalità diversa di vivere i siti archeologici di Palestrina e Gabii, attraverso un’esperienza nella quale patrimonio storico, visita, teatro e spettacolo dal vivo si sono incontrati.
Il mito di Ercole ha così incontrato due luoghi emblematici del patrimonio archeologico laziale, dando vita a un percorso capace di intrecciare mito, memoria, teatro e territorio.